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Adeodato
Malatesta nasce a Modena il 16 maggio 1806
e muore nel 1891. A undici anni il padre
lo avvia alla carriera ecclesiastica, ma
appena due anni dopo, grazie a uno zio che
rimane colpito dalla grande
facilità con cui il bambino
disegna, interrompe gli studi religiosi
per frequentare l'Accademia
Atestina di Belle Arti di
Modena
come dilettante, e poi come alunno fino al
1826. In seguito, per interessamento di
Giuseppe Pisani - direttore dell'Accademia
- Adeodato, grazie a una sorta di borsa di
studio ducale, viene inviato all'Accademia
di Belle Arti di Firenze e a quella di
Roma per perfezionare i suoi studi. Il
soggiorno a Roma fu di breve
durata.
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Ruggero
Porta,
Il pittore Adeodato Malatesta,
1860 circa
stampa all'albumina
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Scoppiano
i moti rivoluzionari del '31 e Malatesta,
seppure in maniera indiretta, vi si trova
coinvolto.
Nel 1833 si reca a Venezia per studio.
Nello stesso anno viene nominato
professore all'Accademia di Modena, nel
1839 Vice Direttore e, nello stesso anno,
in seguito alla morte di Pisani,
Direttore.
In Italia si sta affermando, con
intensità, una corrente pittorica
che sulla scia della tradizione francese,
affronta i grandi temi storici.
Sono gli anni cruciali del Risorgimento
italiano: il senso di nazione, di
unità, di liberazione dal dominio
straniero trova nel mondo dell'arte un
terreno molto fertile.
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Adeodato
Malatesta,
La disfatta di Ezzelino da Romano,
Modena, Accademia Militare

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Malatesta,
che già in precedenza aveva
manifestato grande simpatia per i
"carbonari" modenesi, si lascia
affascinare da questo nuovo genere e
dipinge la vittoria dei Lombardi su
Ezzelino da Romano, vicario imperiale
fatto prigioniero a Cassano d'Adda nel
1259.
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Alle
opere di Raffaello, rivisitate in quegli
anni dai Nazareni, si richiama il celebre
Tobiolo, dove tuttavia Malatesta dispiega
la sua personale poetica di
intimità di affetti, tenera e
misurata, nella suggestiva atmosfera di un
paesaggio immerso in una calda luce
naturale.

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Adeodato
Malatesta
Tobiolo che ridona la vista al padre,
1843, part.
Modena, proprietà
privata
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L'ambiente
modenese indirizza l'attività di
Malatesta verso il soggetto sacro, che
diventa, insieme al ritratto, il genere
più assiduamente frequentato dal
pittore.
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Adeodato
Malatesta,
Il martirio di San Bartolomeo, 1837,
Fiumalbo,
chiesa di San Bartolomeo
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Nel
ritratto egli dà prova di un
aggiornamento di livello internazionale,
all'insegna di un'ispirazione di volta in
volta bilanciata tra esigenze di raffinata
idealizzazione formale e tendenze di
più intensa restituzione del dato
individuale.
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Adeodato
Malatesta,
Ritratto della signora Maria Canelli
Bonacini, part.
Modena, Museo Civico
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Adeodato
Malatesta
Autoritratto,
1860 circa,
Modena, Museo Civico
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