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L'impianto
edilizio di S.Bartolomeo fu inaugurato il 22
ottobre del 1607, alla presenza del Vescovo
Pellegrino Bertacchi, che consacrò il nuovo
collegio costruito dai padri gesuiti, trasferitisi
da via Castelmaraldo,
"per educare i giovani modenesi al timor di Dio e
avviarli allo studio delle lettere e delle
scienze".
Nel
1744
venne
costruito l'Oratorio delle Dame. Nel 1773 la
Compagnia di Gesù fu soppressa e il collegio
divenne proprietà del Patrimonio degli
Studi.
Dal
1798 al 1821
i
locali dell'ex Collegio furono occupati dal Supremo
Consiglio di Giustizia.
Ritornati a Modena gli Austro-Estensi nel 1814 e
ripristinata la
Compagnia di Gesù, grazie al volere di Papa
Pio VII, i Gesuiti rientrarono in San Bartolomeo
nel
1821.
Nel
1859,
con
la caduta del Ducato Estense, i Gesuiti
abbandonarono definitivamente la città e i
locali del Collegio furono occupati dalla scuola
pubblica.
Dal
1860 al 1973
nel
complesso di San Bartolomeo ha avuto sede il Liceo
Classico Muratori.
L'ex cappella delle Dame, settecentesca, a fianco
dell'ingresso
principale,
agli
inizi del 900
fu
sede dei Vigili del Fuoco, quindi palestra ed ora
sala polivalente aperta al
pubblico.
L'edificio in cui ha trovato sede temporanea anche
la media San Carlo, nel 1985 è stato
interessato da un incendio con parziale distruzione
dei sottotetti.
Il 12
luglio 1991
il
Comune di Modena ha completato l'acquisto
dell'ultima porzione dell'edificio ora di totale
proprietà dell'Amministrazione
Comunale.
I lavori di recupero del complesso - a totale
carico del Comune - hanno interessato una
superficie di 12.000
metri quadrati, hanno avuto inizio nel giugno 1990
e si sono conclusi nel
settembre
del 1996.
Gli
interventi effettuati hanno permesso di
riconsegnare all'uso pubblico anche suggestive aree
interne: il cortile dei melograni di oltre 550
metri quadrati, destinato tra l'altro ad arricchire
il circuito culturale e musicale estivo, e il
chiostro centrale di 300
metri quadrati, ideale luogo per mostre e
rassegne.
Gli elementi tipologici e architettonici originali
sono stati rispettati, grazie alla
professionalità di artigiani altamente
specializzati nel restauro di legni, pavimenti,
muri e decori.
In questo modo sono stati recuperati, in accordo
con la Soprintendenza di Bologna, alcuni pavimenti
in battuto alla veneziana, una scala a chiocciola
stuccata a mano, nello stile del Vignola, e le
modanature con foglia d'oro della settecentesca
Cappella delle Dame ora sede di una sala conferenze
ad uso pubblico, da oltre 100 posti a
sedere.
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