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Probabile autoritratto
San Rossore
1425-27, bronzo dorato, 50x60,5 cm. Museo Nazionale di San Matteo, Pisa
"Fu sì grato, sì piacevole e tanto onesto in ciascuna sua
azzione, che se il secol d'oggi lo pregia e venera così morto, molto maggiormente lo adorerebbe se e' fusse vivo, attesoché dove i moderni artefici sono oggi per lo più tutti pieni di invidia e di superbia mescolata con una vana ambizione insolente, Donato era benigno, cortese, umile ...Fu scultor raro e statuario maraviglioso, pratico negli stucchi e valente; e nella prospettiva e nella architettura similmente molto stimato. Ma nelle cose sue di grazia, di bontà
e di disegno e di pratica divenne tale, che osservando le vestigia dell'antica maniera degli eccellenti Greci e de' Romani, tanto simile in essa apparì che senza dubbio si ammira per uno de' maggiori ingegni che più si
accostasse alle vere difficultà di coloro che perfettamente l'hanno mostrate, sì come appare in tutte le opere sue.
... per che operando, non che alcuno artefice allora
lo vincesse, ma nell'età nostra ancora non è chi lo abbia paragonato.".
Giorgio Vasari, Le vite
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