Istituto Superiore d'Arte Adolfo Venturi di Modena

home Venturi < ted < documentando < docDida < 1984. L'ultimo uomo d'Europa siete qui


Utopia
Il Venturi partecipa con il cortometraggio '1984. L'ultimo uomo d'Europa'

     
   
vuoto
 
Condividi  


programmaaprile 2012

Workshop con le scuole superiori
Fondazione Collegio San Carlo
via San Carlo
5, Modena
info
tel. 059.421240 - fax 059.421260
cc@fondazionesancarlo.it
www.fondazionesancarlo.it

freccia arancio ndice scarica programma workshop (pdf) freccia link

mercoledì 18 aprile 2012

1984. L’ultimo uomo d’Europa
Chi controlla il passato controlla il futuro:
chi controlla il presente controlla il Passato. (G.O)

L’Istituto Superiore d’Arte A. Venturi partecipa all’annuale progetto che il San Carlo dedica alle scuole superiori, quest’anno dedicato all’Utopia, con il cortometraggio 1984. L’ultimo uomo d’Europa, realizzato dalla classe 3C del corso di Grafica, con il coordinamento di Antonella Battilani.

Il cortometraggio è un livido racconto sulla distopia, ispirato dal romanzo di George Orwell, che mostra un mondo senza speranza in cui ormai l’essere umano è estinto, un mondo in cui il protagonista lotta fino allo spasimo prima di rendersi conto di essere l’ultimo uomo d’Europa (il titolo che Orwell intendeva dare al suo libro) e cioè l’ultimo guardiano dello spirito umano, prima di cedere e consegnarsi nelle mani del Fratello Maggiore, un invisibile dittatore che ha il controllo totale della vita dei suoi cittadini.
La visionarietà del romanzo, scritto nel 1949, descrive un futuro fantascientifico che oggi, nell’era dell’informazione, è ormai realtà: l’ignoranza come forza, l’appiattimento linguistico (la neo lingua) il conformismo sociale che annichilisce lo spazio espressivo della coscienza (stopreato), l’invasività dei media e delle nuove tecnologie.

Il lavoro realizzato dal gruppo di giovanissimi studenti, intende qui esprimere il disagio e il rischio che essi stessi vivono, sottolineando come la forza dell’immaginazione e dell’arte possano essere produttrici di senso e farsi canto della realtà per comprenderla meglio.
Il cortometraggio, con la sceneggiatura e la regia di Gabriella Pilato, della classe 3C del corso di Grafica, è stato girato presso il Teatro delle Passioni, con la collaborazione di ERT;
Winston e Julia sono interpretati da Silvio di Gregorio e Valentina Mangieri.
Hanno preso parte gli studenti della classe 3C, con la supervisione artistica di Linda Colella.

freccia arancio ndice cortometraggio (.mp4) freccia link

freccia arancio ndice videoalbum con le foto di scena (QT) freccia link

 

 

 

vuoto

il grande fratelloIl corto ricostruisce per rapidi flash evocativi la complessa narrazione e, come nel libro, non è previsto nessun happy end consolatorio, nemmeno l’amore o la verità resistono in questo scenario – non più tanto fantascientifico, se ci si pensa bene – in cui l’onnipotente partito unico vuole possedere anche l’anima e il pensiero dei suoi sudditi. Ovunque campeggiano manifesti che propagandano frasi quali: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza e i gelidi occhi del Fratello Grande controllano le nostre vite.
Anche l’oppositore del regime, nel film una sorta di rapper che incita alla ribellione in modo confuso e disarticolato, è probabilmente un fantoccio prodotto dal potere, visto che nei due minuti d’odio quotidiani tutti sono obbligati a scatenare una aggressività cieca e bestiale verso la sua immagine.
Il protagonista, Winston Smith, è impiegato del Minver, il Ministero della Verità, e il suo lavoro è "correggere" i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, in modo da rendere veritiere le previsioni fatte dal partito: in questo modo, per garantire il futuro, si modifica il passato alterandolo e facendo perdere alle persone il senso della realtà, abolendone la memoria e la storia come files da un computer.
Infatti “se i fatti dicono il contrario, allora bisogna alterare i fatti. Così la storia si riscrive di continuo. Questa quotidiana falsificazione del passato, intrapresa e condotta dal Ministero della Verità, è necessaria alla stabilità del regime.”
Apparentemente asservito al sistema, Winston non sopporta i condizionamenti imposti dal partito. Un ricordo d’infanzia, una sorta di reverie (che secondo Bachelard è la dimensione originaria dell’essere dell’uomo di fronte al mondo) scatenata da oggetto colorato, si affaccia ossessivamente alla sua mente ricordandogli la sua famiglia scomparsa – e per il regime mai esistita –, smentendo così la realtà costruita dal regime.
Accanto a lui vi sono altri due personaggi: Julia, della quale Winston è inamorato, malgrado il partito vieti il sesso, e O’Brien, un importante funzionario che il protagonista crede amico.
Alla fine anche Winston cederà, abbandonandosi al double think, al bipensiero – la volontà e la capacità di sostenere un'idea e il suo opposto, – dimenticando, nel medesimo istante, il cambio di opinione e perfino l'atto stesso del dimenticare.

vuoto
 
home Venturi < indice eventi < eventi 2011-12