
Il Venturi ad Artigiana italiana
dal 25 al 27 febbraio 2011
Installazione dell'Istituto Venturi
L'iniziativa è coordinata da:
Antonella Battilani, Giuliano Bartolacelli, Antonio Caselli, Maria Menziani,
docenti di discipline progettuali e artistiche.
Partecipano gli studenti di alcune classi di Grafica ed Architettura.
cartolina (pdf)
comunicato stampa (wprd) 
 fotoalbum laboratorio (quick time 9 mega) (PowerPoint 1 mega)
 fotoalbum di Antonella Battilani (su Facebook )
Una città è, per definizione, un sistema aperto e non finito, in cui il cambiamento e la trasformazione ne sono l'essenza.
Oggi la città è proiettata in una condizione in cui luogo e spazio fisico non coincidono più perché le relazioni tra gli individui si sviluppano dentro collettività astratte, oppure ci appare come finta città ideale ricostruita dagli outlet, superluoghi congelati nella loro fissità da spot pubblicitario.
Cosa vuol dire allora abitare un luogo e prendersene cura?
Cosa vuole dire sentirsi a casa, in un luogo che cambia continuamente o che finge di essere qualcos'altro?
L'installazione dell'Istituto d'Arte, ospitata da ArtigianaItaliana 2011, propone immagini, oggetti e parole sulla città attraverso cui riscoprire la sua dimensione simbolica, narrativa e antropologica. La ricerca fa parte di un progetto europeo dal titolo "La ville qui change. parcours croisès en Europe" a cui hanno partecipato, oltre all'Italia, Francia, Germania e Ungheria.
La mostra si declina attraverso immagini e video sulla città nascosta o dimenticata, sui corpi alieni dei suoi abitanti, su un passato fatto d'acque scomparse che ricompaiono attraverso un colorato happening.
Una installazione fatta di mute sedie bianche e di una foresta di parole e di idee costruiscono un tessuto narrativo che, tentando di rendere visibile lo spazio urbano, portano alla luce l’inconscio mutevole e pericoloso della città concreta e quotidiana, il sontuoso spazio del disordine dei terrain vagues, ma descrivono anche l'universo interiore degli abitanti di una città sociale, plurale, fatta di differenze e di minoranze.
È attraverso questi sguardi alternativi ed inediti, attraverso lo sguardo dell'arte e dell'immaginazione, che la città può tentare di ricucire i propri bordi lacerati, di recuperare i margini e gli spazi sospesi in attesa di altri significati per poterli riconnettere e per declinare al futuro il passato e il presente.
L'iniziativa è coordinata da Antonella Battilani, Giuliano Bartolacelli, Antonio Caselli e Maria Menziani, docenti di discipline progettuali ed artistiche presso l'istituto Superiore d'Arte Venturi. All'iniziativa partecipano gli studenti di alcune classi di Grafica ed Architettura. |