Istituto Statale d'Arte Adolfo Venturi

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Sede storica aperta al pubblico
Visite guidate al Venturi in occasione del Festival della Filosofia

   


L'Istituto d'Arte apre al pubblico la sua Sede Storica

sabato 19 e domenica 20 settembre 2009
facciata belle artiIn occasione del Festival della Filosofia, la sede storica di via Belle Arti 16  potrà essere visitata.
Gli studenti di alcune classi faranno da “ciceroni” e accompagneranno i visitatori lungo un itinerario che metterà in luce i luoghi e gli aspetti più interessanti di quest’edificio.
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Orari di apertura
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Ore 10.00-12.30 / 15.00-19.00
(ultimo ingresso ore 18.00)
La mattina del sabato sarà possibile visitare solo la Galleria delle Statue.
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Percorso
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galleria delle StatueSi partirà dalla ristrutturata Galleria delle Statue al piano terra, dove sono stati ricollocati alcuni dei calchi restaurati (foto a destra), per salire al primo piano e giungere alla Biblioteca Storica, che conserva il patrimonio librario dell’antica Accademia Atestina e parte della ricca quadreria.

Si proseguirà poi verso la Sala delle statue antiche e la Gipsoteca (foto sotto), dove dove è conservata gran parte gipsotecadella collezione storica di calchi in gesso che nell’Accademia potevano consentire il confronto diretto con i modelli dell’antico.

cortile esedraLa visita si concluderà al piano terra nel cosiddetto Cortile dell’Esedra, centro simbolico e fisico dell’edificio, unico cortile di età neoclassica ancora visibile in città.

 

 

Fondata nel 1785 come Scuola Elementare di Disegno di Figura, di nudo, di Scultura e di Ornato, l’istituzione fu ben presto elevata al rango di Accademia Atestina di Belle Arti dal duca Ercole III d’Este, che affidò all’architetto vignolese Giuseppe Maria Soli il compito di collocarne la sede negli ambienti del convento di San Domenico. Il Soli, che diresse l’Accademia fino alla morte, nel 1821, redasse un progetto improntato a criteri di funzionalità ed eleganza, i cui elementi caratterizzanti furono la bella facciata di gusto neoclassico, il cortile ad esedra realizzato sui modelli del manierismo romano, l’affrescata Sala delle Adunanze.
Fin dalla sua fondazione e nel corso dell’Ottocento, l’Accademia incrementò gradualmente il proprio patrimonio artistico costituito da opere pittoriche, incisioni e soprattutto calchi in gesso tratti da celebri statue dell’antichità. I calchi infatti erano importanti strumenti didattici che permettevano agli allievi di esercitare l’occhio e la mano sui modelli antichi, secondo le indicazioni dei teorici del neoclassicismo. La campagna di restauro recentemente promossa dalla Soprintendenza ai Beni Artistici, sotto la guida del prof. Augusto Giuffredi, ha permesso il recupero di numerose opere, ora collocate nella Galleria delle Statue e in altri ambienti della scuola.

 

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